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Zanzibar è un arcipelago che si trova nell'Oceano Indiano, al largo della costa della Tanzania. Le due isole principali sono Unguja (il nome "Zanzibar" viene normalmente usato per questa isola, e "Zanzibar" si chiama anche la capitale) e Pemba.
Il nome evoca storie di sultani, harem, ufficiali britannici e avventurieri senza passato.
E profuma di frutta e di spezie: cocco, cannella, papaie, mango e soprattutto karufu, il chiodo di garofano. Zanzibar è stata infatti per molto tempo un punto cruciale della via delle spezie che univa Europa e Africa all'Asia.
Zanzibar era anche un importante snodo nel commercio di schiavi che venivano inviati in Medio Oriente, e fu scelta come base di partenza da molti esploratori europei, a partire dal 1800.
Zanzibar, a venti minuti di volo da Dar Es Salaam, capitale della Tanzania, è ancora un mondo a parte.
L'isola è un piatto banco di corallo, coperto da una vegetazione lussureggiante e con grandi lagune sabbiose, soggette ad ampie maree che scoprono e ricoprono giardini di coralli.
La foresta di Jozani, al centro dell'isola, è una zona rimasta incontaminata dalla presenza dell'uomo (ed è una riserva naturale), che ha portato le coltivazioni di chiodi di garofano e di palma da cocco.
Qui si possono vedere eucalipti secolari, palme giganti, rare specie di scimmie ed il quasi estinto leopardo di Zanzibar.
La capitale, Zanzibar, ha ritmi lenti e alcuni bei palazzi, come quello del Sultano e la Casa delle Meraviglie (Beit el Ajab).
Da non perdere è una visita al bazaar, tra spezie, frutta e coloratissimi banchi di stoffe. Poco fuori della città, si trovano le rovine del palazzo di Marahubi, l'harem del sultano e la caverna degli schiavi, dove gli uomini venivano stipati prima di essere caricati sulle navi negriere.
Da non perdere anche il Zanzibar National Museum (storie di sultani e di esploratori), la cattedrale anglicana, costruita dove c'era il mercato degli schiavi e, accanto, la casa di Tipu Tip, il più ricco mercante di schiavi, trasformata in museo. Da visitare anche la casa dove alloggiò Livingstone prima di partire alla ricerca delle sorgenti del Nilo.
Stone Town, la parte vecchia di Zanzibar, è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Stone Town è un labirinto di vicoli su cui si affacciano case, negozi, bazar e moschee, e in cui ci si muove necessariamente a piedi o in bicicletta: un panorama architettonico variegato, che va dal moresco, all'arabo, al persiano, all'indiano, all'europeo coloniale.
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