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E' un Paese tutto da scoprire, anche se ha una storia lunga almeno quanto la nostra e si trova a meno di due ore di volo da Roma.
La fine dell'embargo ha riportato la Libia sull'atlante del turismo: millesettecento chilometri di spiagge e scogliere, città romane perfettamente conservate, come Sabratha e Leptis Magna, e soprattutto il deserto; anzi l'unico vero deserto del mondo, il Sahara. Ma è bella anche Tripoli, con quell'atmosfera da vecchia colonia, con la bianca medina araba e il lungomare che la sera si illumina di bancarelle.
Più che in altre città, il modo migliore per conoscerla è girarla a piedi. L'itinerario più classico parte dall'arco di Marco Aurelio, da cui si entra nella medina araba, costruita sui resti di Oea, il primo insediamento romano.
Camminando per i quartieri coloniali di Tripoli, progettati da architetti italiani, sembra invece di passeggiare in una città di provincia del nostro sud. Dopo pochi pochi chilometri di strada litoranea, a ovest di Tripoli, si trova Sabratha, una delle tre città della Tripolis romana, insieme con Oea e Leptis Magna.
Ma uno dei tesori archeologici più importanti del mondo si trova andando verso est, a un centinaio di chilometri dalla capitale. Si tratta delle grandiose rovine romane di Leptis Magna, una delle colonie più ricche e potenti d'Africa. Oggi è una città-museo, fra le meglio conservate di tutto l'Impero romano.
E poi c'è il Sahara, il deserto più grande del mondo: un milione di chilometri quadrati di sabbia e pietra.
Ci sono gli erg, cioè le distese di dune, e gli altipiani di roccia, che si chiamano hamada. Ci sono le montagne e i laghi salati.
E ci sono i fiumi, gli wadi: l'acqua che scorreva in superficie qualche milione di anni fa è ora nel sottosuolo, ma riesce ugualmente a dar vita a piccoli giardini di acacie, tamerici e oleandri fioriti.
Chi cerca le atmosfere delle città carovaniere deve partire dalla leggendaria Ghadames, con i suoi giardini di palme da datteri, alla triplice frontiera che divide Libia, Algeria e Tunisia.
- Perché dopo sette anni di embargo, sono stati di recente ripristinati i collegamenti aerei internazionali. E ora la Libia, il paese nordafricano meno conosciuto e meno battuto dal turismo, è di nuovo a un paio d'ore di volo soltanto dal nostro paese.
- Per visitare i grandi siti archeologici romani, fenici e greci. Fra gli altri, l'imperdibile Leptis Magna, la città romana forse meglio conservata al mondo, una vera piccola Roma dall'altra parte del Mediterraneo.
- Per vedere da vicino il Sahara, il deserto più grande e temuto del mondo, ma anche il più bello e il più carico di storia. Dopo la fine del turismo in Algeria, il deserto libico è rimasto il più affascinante dell'Africa sahariana accessibile.
- Per scoprire nel deserto l'oasi di Ghadames, con il suo reticolo di vicoli all'ombra, che si aprono su piccole piazzette in stile coloniale italiano.
- Per inoltrarsi nei monti Acacus, situati nel sud del paese, dove si possono vedere moltissimi esempi di arte murale preistorica unici per bellezza e quantità.
A Tripoli: nella medina, la moschea Gurgi, con l'alto minareto; nei quartieri coloniali, la cattedrale trasformata in moschea; la Piazza Verde, quella dei discorsi di Gheddafi. Leptis Magna, sul mare tra Tripoli e Bengasi, è una delle città meglio conservate dell'antico Impero romano.
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