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Inevitabile tornare a casa con la valigia piena di batik e stoffe multicolori tessute al telaio. Spesso poi restano in fondo all'armadio inutilizzati. Quindi , cercate di ricordare i colori dell'arredamento e i vostri gusti cromatici per l'abbigliamento. I prodotti dell'artigianato indonesiano si trovano ovunque in abbondanza, sia nelle città sia nei villaggi.
Orari: I negozi sono aperti da lunedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20. Principali festività: 1 gennaio, 1 giugno, 17 agosto, Natale . Pagamento: In rupie. Le principlali carte di credito sono accettate solo nei grandi magazzini di città. Attenzione: Agli indonesiani piace contrattare. è un'abitudine che si applica a qualunque transazione. I venditori raramente dichiarano il prezzo, ma a domanda ribattono subito: quanto sei disposto a pagare? L'ideale è sapere approssimativamente il prezzo reale della merce da acquistare. Chiedete in giro prima di lanciarvi in una contrattazione. Per prodotti molto costosi offrite un quarto del prezzo richiesto. Per generi più economici togliete il 30-40%. Non esagerate su prodotti destinati anche ai locali. Nei negozi con l'insegna ³harga pasti², prezzi fissi, e con l'etichetta del prezzo sulla merce non si contratta. Se però c'è solo l'insegna e i prodotti non sono prezzati, allora si può mercanteggiare, specie se si acquista più di un prodotto. Il momento migliore per lo shopping è il mattino. I prezzi sono più bassi e contrattando si spuntano sconti migliori. C'è infatti un detto secondo cui la prima vendita della giornata è di buon auspicio. Prima si fa e meglio è.
Le isole indonesiane offrono una varietà di tessuti per colori e disegni, spesso molto antichi. Al telaio si ottengono gli ikat con tinture vegetali, i coloratissimi lurik di Java e i sontuosi songket di Sumatra. I batik invece sono tessuti di cotone stampati. Ogni disegno viene coperto con la cera prima di immergere il tessuto nella tintura. Maggiore è il numero di colori e la complessità del disegno e migliore è quindi la qualità del batik. Fra i disegni più frequenti ci sono le raffigurazioni di animali e draghi, fiori di loto e misteriose figure mitologiche. Oggi i centri principali di produzione dei batik sono Ciberon, Yogya, Solo e Pekalongan a Giava. In genere i batik si vendono a pezze più o meno rifinite. Si trovano anche abiti già confezionati (camicie, pantaloni, vestiti e anche borse), ma la fattura è grossolana e le fantasie utilizzate sono sempre le stesse.
Gli strumenti musicali usati nelle danze, soprattutto a Bali, sono molto particolari. Si va dai gong ai flauti, dai tamburi allo xilofono (gamelan) ai rudimentali strumenti a corda. Magari a casa nessuno li suonerà, ma sono decorativi.
Si vendono un po' dappertutto anelli, braccialetti e collier in argento. I più belli sono semplici e a buon mercato. Ma se ne trovano anche decorati con agate, quarzi, onici, ametiste, perle. Graziose anche le collane di conchiglie. Un ricordo classico è la moneta cinese con il buco in mezzo. Attenzione: Spesso l'argento è puro solo al 60-70%.
Con molta pazienza si possono scovare vecchie monete, lampade, brocche in peltro, ceramiche sullo stile di quelle di Delft e oggetti del periodo coloniale lasciati dagli olandesi. Dove: I migliori mercatini delle pulci si trovano a Giava (Solo, Jakarta, Ciberon, Semarang, Surabaya). Attenzione: I tessuti spacciati per antichi raramente sono autentici.
Il primo pittore indonesiano divenuto celebre in Europa è stato Raden Saleh alla fine del secolo scorso. Da allora l'interesse per i dipinti (oli o batik) degli artisti indonesiani ha fatto salire le quotazioni. Ma nelle gallerie di Ubud a Bali si ha una vasta scelta di opere, molte a prezzi abbordabili.
Il legno è la materia più usata. Scolpito, inciso, intarsiato dà origine a maschere, sculture di sirene a Giava, bambole a Sumatra, animali in ebano a Bali, il principale centro per la lavorazione artistica del legno. Si trovano poi frutti, utensili, alzate votive. A Batubulan (Bali) e a Yogya (Giava) la pietra lavica viene scolpita in statue di diverse dimensioni. Decorative le marionette, wayang, che rappresentano diversi personaggi nell'epica hindu. Molto diffusa la lavorazione del rame e dell'ottone. Un classico souvenir è il kris, il pugnale indossato a Giava e Bali nelle cerimonie. La lama può essere curva o diritta e l'impugnatura è sempre finemente decorata. Cesti, scatole, borse molto belle e resistenti si ottengono intrecciando diverse fibre vegetali.
Yogya e Bandung a Giava sono le capitali della lavorazione del cuoio. Purtroppo borse, sandali, cinture, valigie, hanno un odore pestilenziale e le finiture lasciano a desiderare.
C'è un buon assortimento di giocattoli di legno e bei modellini di navi dipinti con colori vivaci.