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Guida viaggio Napoli

Spaccanapoli, photo by .eti on Flickr, CC by-nc-nd 2.0

Fondata, forse, da coloni greci venuti da Cuma, fiorì sotto l'Impero romano come porto e come centro di villeggiatura per i patrizi. Importante il suo ruolo anche sotto i Bizantini, i Normanni e gli Svevi, capitale sotto gli Angioini, sede del governo di un viceré sotto il Spagnoli, capitale del Regno borbonico delle due Sicilie fino al 1860, tranne la breve parentesi napoleonica (1806-15).

Se vuoi portare con te una guida di viaggio, puoi scaricare le guide turistiche gratuite di Volagratis: sono complete, utili, di facile consultazione, sempre aggiornate, e vi troverai indicazioni su Monaco, sui suoi principali eventi e sulle manifestazioni folkloristiche, sulla vita notturna, su cosa vedere, dove dormire, mangiare, o anche solo bere un buon caffé.
Scarica gratis la guida di Napoli.



Cosa Visitare

La visita può partire dalla centrale Piazza del Plebiscito, dominata dal secentesco Palazzo Reale, con l'appartamento storico e il Teatro di Corte. Dal vicino largo Trento e Trieste inizia l'animatissima via Toledo, una delle principali arterie cittadine, all'inizio della quale c'è la Galleria Umberto, di fine 800, tradizionale luogo di passeggio e di ritrovo; a destra, la via San Carlo, con il teatro San Carlo, tra i più grandi al mondo.
La strada porta in piazza del Municipio, dominata dal Castel Nuovo, detto anche Maschio Angioino, eretto nel XIII secolo (più volte ricostruito nei secoli successivi), con il momumentale Arco di trionfo all'ingresso. La fortezza si affaccia sul porto, con la grande stazione marittima.
Via Toledo porta invece, dopo Piazza del Gesù, a "Spaccanapoli", l'asse che attraversa da est a ovest tutto il centro, prendendo nomi diversi (Via Croce, Via San Biagio dei Librai, Forcella). Questa è una delle zone più pittoresche di Napoli, dove si concentrano antichi palazzi e belle chiese, tra cui il celebre complesso di Santa Chiara, con il suo chiostro maiolicato.
Proseguendo verso il cuore del centro storico, nella zona di Via dei Tribunali, strada che corrisponde all'originario decumano maggiore dell'abitato greco-romano, s'incontrano Santa Maria Maggiore, San Lorenzo Maggiore e il Duomo. All'interno di quest'ultimo si trova la cappella di San Gennaro, con la statua e le reliquie del Santo patrono.

Ma le bellezze di Napoli si affacciano anche sul Golfo: seguendo il lungomare si arriva al porticciuolo di Santa Lucia, il cui molo unisce alla terraferma l'isolotto sul quale si trovano il Borgo Marinaro, con i suoi ristoranti, e Castel dell'Ovo. Il lungomare di via Caracciolo conduce all'insenatura di Mergellina e qui, per via Posillipo, al Capo di Posillipo e a Marechiaro, con la celebre 'fenesta" della canzone di Salvatore di Giacomo.

La città è ricca di importanti collezioni museali. Il Museo archeologico nazionale è fra i più importanti nel mondo, in particolare per i reperti greco-romani, i mosaici e le pitture murali provenienti da Pompei, Ercolano e Stabia. L'ex Palazzo Reale di Capodimonte ospita la Galleria Nazionale, la Galleria dell'800, l'Appartamento storico e il Museo di Capodimonte. Opere i Simone Martini, Masolino da Panicale, Masaccio, Botticelli, Correggio, Parmigianino, Bellini, Lotto, Tiziano, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio. Da vedere anche il celebre Salottino di Porcellana, splendido capolavoro della manifattura di Capodimonte.

Il Vesuvio: Dal 1944 la grande montagna di fuoco riposa, apparentemente tranquilla, ma le fumarole che fuoriescono dal cratere formatosi dopo l'ultima eruzione ricordano che il Vesuvio è solo addormentato. Il vulcano oggi ha due vette, il Monte Somma e il Vesuvio, separate tra loro dalla valle del Gigante. Nonostante l'evidente rischio, le falde del vulcano sono fittamente popolate e, sino ai 500 metri d'altezza, coperte da frutteti e, soprattutto, da vigneti da cui si ricava il pregiato vino Lacryma Christi. Salendo ulteriormente s'incontrano macchie di bosco, campi di ginestre - il cui profumo ispirò una delle opere più delicate di Giacomo Leopardi - e infine lunghe distese di cenere nerastra. A 1281 metri si apre il grande cratere. Per raggiungerlo si lascia l'automobile nei pressi dell'Osservatorio Vesuviano, istituito nel 1845 da Ferdinando II di Borbone, e si prosegue a piedi: la visita è a pagamento ed è necessario farsi accompagnare da una guida autorizzata. Lo spettacolo è mozzafiato: il diametro ha un'ampiezza di circa 600 metri e una profondità di oltre 200.

I Campi Flegrei: La leggenda vuole che in un tempo lontanissimo i giganti abbiano tentato la scalata all'Olimpo. Gli dei, irati, reagirono scontrandosi con gli assalitori su un campo di battaglia compreso tra Napoli, Capo Miseno e Cuma chiamato Phlegraios, ardente. Così, grazie a divinità corrucciate e giganti invadenti, gli attuali Campi Flegrei entrarono nel mito. Ancora oggi, nonostante l'urbanizzazione e la vicinanza con la metropoli, l'area ha conservato un suo fascino, un suo sottile mistero. Zona vulcanica per eccellenza, vi abbondano i crateri - l'ultimo, il Monte Nuovo, si aprì nel 1538 - e permane una leggera ma continua attività sotterranea. Per avere una veduta d'insieme dei Campi bisogna recarsi all'Eremo dei Camaldolesi, sull'altura più elevata della zona. Dal belvedere il panorama spazia sui diversi crateri sottostanti con, sullo sfondo, il golfo di Napoli. Dall'Eremo si prosegue per la riserva naturale degli Astroni, un antico cratere a recinto trasformato nel Cinquecento da Alfonso d'Aragona in luogo di caccia. La riserva è coperta da boschi di lecci e di castagni, mentre sulla superficie del lago Grande affiorano le ninfee.

Da non mancare la Solfatara di Pozzuoli, una bocca di vulcano quiescente punteggiata da fumarole, vulcanetti di fango e mofete.







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