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Salerno fu fondata dai Romani nel 197 a.C. su un preesistente centro etrusco, e serviva da difesa contro i Picentini e le altre popolazioni ostili della zona. Conquistata dai Longobardi (metà VII secolo), fece parte del Ducato di Benevento e passò di seguito ai Normanni, assumendo il titolo di "capitale delle genti romane" da Roberto il Guiscardo che, fondandovi la Scuola Medica Salernitana, ne fece uno dei centri più importanti del Mezzogiorno.
Nei secoli successivi seguì le vicende del regno di Napoli, fino al 1859. Nel settembre 1943 vi sbarcano le truppe di liberazione anglo-americane e nell'aprile 1944 è sede del Governo provvisorio italiano.
Quasi tutti i monumenti importanti sono nel nucleo medioevale della città, su una collina, che culmina con il Castello di Archi, ridotto a macerie. Il Duomo, a cui si accede per una scalinata e un portale romanico, fu iniziato da Roberto il Guiscardo (1076) e consacrato da Gregorio III (1085). Nella cripta sono custodite le reliquie dell'evangelista Matteo. Il Museo archeologico, nell'ex convento di San Benedetto, accoglie materiale preistorico e protostorico, corredi di tombe arcaiche enotrie e una testa di Apollo di bronzo del I secolo a.C.
La costeria amalfitana
Incastonata sulla costiera che porta il suo nome, Amalfi conserva intatto tutto il suo fascino. Poco sembra essere cambiato dai tempi gloriosi della repubblica marinara. Come allora, la città si stringe in un fitto intreccio di stradine su cui si affacciano bianche case dominate dalla cattedrale di Sant'Andrea, costruita nel IX secolo ma riedificata all'inizio del Duecento in stile arabo-normanno. Accanto al tempio si incontra il chiostro del Paradiso, l'altro simbolo dell'orgoglio amalfitano. Eretto in stile arabo come cimitero per i nobili dal vescovo Augustariccio, oggi conserva sarcofagi, bassorilievi e statue.
Oltre Amalfi, lungo una strada panoramica, si stendono i paesi di Vettica, Praiano e Conca dei Marini, da dove si possono raggiungere in barca la grotta dello Smeraldo e le altre cavità che si aprono lungo la scogliera.
Proseguendo, si arriva alla perla della costiera: il paesino-presepe di Positano, una manciata di bianche case alle pendici di un costone roccioso.
Scendendo verso il mare per ripide scalinate, si raggiunge la spiaggia dove sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, celebre per la sua grande cupola a maioliche e la duecentesca tavola della Madonna nera. Di fronte, spersi nel blu del Tirreno, i tre isolotti detti Li Galli sembrano difendere i tesori della costiera.