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Le sue origini risalgono probabilmente ai Fenici; di certo il borgo esiste nel VI secolo a. C. ed è già impegnato in traffici marittimi. Il vero atto di nascita della città avviene quando i genovesi si alleano ai Romani, ma la sua vera potenza commerciale e bancaria si dispiega nel Medioevo, con la Repubblica marinara, rivale di Pisa e di Venezia. Il grande sviluppo dei cantieri navali permette la partecipazione alle crociate: per la seconda, in particolare, vengono costruite centinaia di imbarcazioni, grazie alle quali si conquistano postazioni commerciali in tutto il Mediterraneo. Le conflittualità interne portano alla nomina del primo doge, Simone Boccanegra, nel 1339, il che non impedisce gli scontri tra le grandi famiglie locali (Doria, Fieschi, Adorno, Spinola), che a turno chiedono aiuto alle potenze straniere. I traffici genovesi convergono soprattutto verso la Spagna ed è per questo che il doge Andrea Doria (1528) si allea con questo impero, abbandonando la Francia e ottenendo dall'imperatore Carlo V un nuovo riconoscimento dell'indipendenza della città. La potenza economica della Repubblica ne difende la libertà fino al 1746, quando gli austriaci la conquistano, per esserne ben presto cacciati da una sommossa popolare, innescata da una sassata tirata da Giovanni Battista Perasso, soprannominato Balilla. Dopo l'esperienza napoleonica, Genova è annessa nel 1814 al regno di Sardegna. Il colpo decisivo alla ricchezza della città viene dal mancato rientro dei prestiti fatti prima della rivoluzione francese. Politica, ideali, ma soprattutto - in positivo o in negativo - affari.
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Da vedere.
L'antico cuore medioevale di Genova, con i suoi strettissimi carrugi, è
uno dei meglio conservati d'Europa. Si parte da Piazza Caricamento, sul
lungomare, dietro la quale c'è piazza Banchi e la loggia dei mercanti,
del tardo '500. Qui avvenivano le prime contrattazioni e si reclutavano
marinai per le navi della Repubblica. E da qui inizia la via San Luca,
una delle più antiche della città. Su una via laterale dove c'è Palazzo
Spinola (XVI-XVII secolo), sede della Galleria nazionale, con grandi
opere di italiani e fiamminghi, tra cui l'"Ecce Homo" di Antonello da
Messina e il "Ritratto di fanciullo" di Van Dyck. Proseguendo
s'incontrano altre animate vie medioevali (in via Lomellina 11 c'è la
casa natale di Giuseppe Mazzini, ora museo del Risorgimento); In fondo
a via San Luca c'è la più antica chiesa della città, San Siro, rifatta
con interni barocchi e con opere di pittori genovesi del '500 e del
'600. Continuando si arriva in via Cairoli e in piazza della Meridiana,
da cui si diparte via Garibaldi, fiancheggiata da palazzi patrizi: al
numero 18, Palazzo Rosso, con una ricca Galleria dove sono esposti
quadri di Veronese, Lotto, Tiziano, Tintoretto, Caravaggio, Guercino,
Reni, Van Dyck, Dürer, Ribera, Murillo e raccolte di figure di presepi
settecenteschi. Al numero 17, Palazzo Bianco ospita anch'esso opere di
pittori genovesi, toscani, fiamminghi (Rubens e Van Dyck) e spagnoli.
Esposto anche il violino di Paganini. Continuando la risalita, si
giunge a piazza De Ferrari, centro della città. Ci sono il teatro Carlo
Felice, il neoclassico Palazzo De Ferrari e, a fianco, Palazzo Ducale,
sede dei dogi della Repubblica, che ospita nelle sue sale grandi mostre
temporanee. Riscendendo verso il mare si arriva alla Cattedrale di San
Lorenzo, il più importante monumento medioevale genovese,
caratterizzato da linee romanico-gotiche e dalla tipica facciata di
pietra bianca e nera; all'interno, statue del '500, affreschi del '300
e la cappella di San Giovanni Battista. Proseguendo per via San Lorenzo
verso il porto, ci si addentra in quello che era l'antico castrum
romano, sulla collina di fronte al mare. Da vedere la torre degli
Embriaci, costruita nel 110, l'unica salvatasi dall'editto del Podestà
che nel 1298 aveva fatte abbattere tutte le torri cittadine. Il vecchio
porto è stato sottoposto ad una recente rivitalizzazione, che lo ha
fatto diventare punto d'incontro e di divertimenti della città, con la
trasformazione degli antichi magazzini del sale in sale-divertimento,
cinema, teatri, luoghi d'aggregazione per bambini e per giovani.
Inalterata è rimasta naturalmente la Lanterna del XVI secolo, simbolo
della città. Risalendo le strade che portano alla stazione ferroviaria
di Porta Principe, da vedere anche il palazzo Doria, o del Principe,
fatto costruire attorno al 1528 da Andrea Dorio, con interessanti
affreschi e un bel giardino all'italiana.
Anche per l'estate 2008 il FAI organizza degli incontri nelle proprie proprietà: un'ottima occasione per una gita fuori... leggi l'articolo »