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La storia. Città romana, dal 1213 feudo dei Montefeltro, raggiunse il massimo sviluppo urbanistico sotto il duca Federico II (1444-82). La decadenza inizia nel '600, con il passaggio allo Stato della Chiesa. Da vedere. La città di Bramante e Raffaello, che oggi ospita una famosa università, conserva il volto di 500 anni fa. E' costruita su due colli e in gran parte circondata da mura e bastioni: quattro strade principali collegano i colli e la pianura. La città ha una precisa fisionomia, con vicoli stretti e ripidi e i quartieri medioevali addossati alle chiese. Le vie principali si dipartono da piazza della Repubblica. Per via Vittorio Veneto si raggiunge il Duomo, ricostruito dopo il terremoto del 1789 in forme palladiane. Accanto si staglia la mole del Palazzo Ducale, prima dimora principesca del Rinascimento, iniziata nel 1444 da Maso di Bartolomeo e ampliata nel 1465 da Luciano Laurana, strutturandola intorno al cortile d'onore e completandola verso valle con la celebre facciata a balconcini sovrapposti, serrati da due slanciati torricini cilindrici. Francesco di Giorgio Martini sistemò in seguito le due ali sulla piazza Federico. Il palazzo ha 250 stanze, una volta ricche di migliaia di opere d'arte, sottratte e disperse dal legato pontificio cardinale Barberini. Qui ha sede la Galleria Nazionale delle Marche, con opere di Domenico Rosselli, Antonio da Fabriano, Pier della Francesca, Melozzo da Forlì, Giusto da Grand, Raffaello e Tiziano. Si entra dal cortile, si sale il monumentale scalone e si visitano i vari appartamenti. In quello del Duca, sono esposte opere di Piero della Francesca e arazzi di Gobelin e Mortlake, tessuti su cartoni di Raffaello; in quello della Duchessa c'è il famoso "Ritratto della Muta" di Raffaello. Di fronte al Palazzo si trova la gotica chiesa di San Domenico, con un elegante portale; in fondo alla piazza c'è l'Università. In via Raffaello si affacciano la chiesa di San Francesco, che ospita i monumenti funebri dei duchi, e la casa natale del pittore.