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Centro agricolo importante per la produzione di olive, vanta una storia molto antica, come confermano i reperti nuragici portati alla luce dagli archeologi nelle campagne di scavo. Dalla collina Sa dome s'Orcu (dal nome sardo delle tombe megalitiche costruite durante l'età del bronzo) si domina un panorama vastissimo. Sull'altura sono state scoperte grandi quantità di ossa di animali e monete coniate sia nell'isola che in Sicilia, di epoca imperiale. Durante il periodo giudicale, la curatoria di Parteolla (cioè area interessata alla coltura dell'olivo), o di Dolia (da cui il nome attuale) faceva parte del giudicato di Cagliari. Solo nel 1905 dall'unione dei due villaggi di San Pantaleo e di Sicci San Biagio si formò l'attuale cittadina. Interessante la chiesa di San Pantaleo, prezioso esempio di romanico del secolo XII, caratterizzata da uno stile pisano con elementi di influenza araba. L'architrave del portale centrale, costituito da un monolito, è scolpito un serpente attorcigliato da alcune piante, che ricorderebbe il miracolo del santo che resuscitò un bambino morso da una serpe. La festa di San Panteleo è la più importante e viene celebrata 15 giorni dopo la Pasqua con grandi festeggiamenti religiosi e riprende poi nella seconda metà del mese di luglio. Da non perdere, in questa occasione, la processione. Da visitare la chiesa di S.Maria di Sibiola, già luogo di culto in epoca medievale.