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La storia di "Villa Ecclesiarum", così chiamata forse perché l'abitato sorgeva intorno ad alcune chiese, iniziò nel XII secolo, quando i pisani la affidarono al conte Ugolino della Gherardesca, di dantesca memoria, che organizzò il centro sul modello di comune toscano. Situata nel cuore di un territorio ricco di minerali, come ricorda l'interessante Museo mineralogico, Iglesias presenta alcuni edifici interessanti tra cui la Cattedrale, dalla facciata romanico-gotica. Il tempio venne costruito nel 1285-88 e rifatto (soprattutto nell'interno) in stile gotico-aragonese nel secolo XVI. Altre chiese che meritano una visita sono San Francesco, del secolo XV-XVI, con un'unica navata su arconi trasversi, ed il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Sulla sommità della collina, si staglia il Castello di Salvaterra, con i resti delle mura merlate e delle torri costruiti dai pisani. Il maniero venne utilizzato come fortezza anche in età aragonese e poi trasformato nell'800 in spazio per l'industria mineraria. All'estremità dell'abitato si trova la chiesa della Madonna di Valverde, della fine del Duecento, molto simile alla Cattedrale e con una bella volta del presbitero gotica-aragonese (1592). Nei dintorni una strada panoramica, attraverso campi selvaggi, porta a Fluminimaggiore. Lungo il cammino si vedono gli impianti minerari, oggi definitivamente abbandonati. Il piccolo paese conserva un Museo paleobotanico, con una raccolta di elementi fossili della zona. Oltre il colle Arcu Genna Bogai si giunge al tempio di Antas, costruito probabilmente su un sito nuragico, uno dei resti archeologici più importanti del'isola. Il complesso si innalza su di una base su cui si imposta il pronao ad architrave, con la famosa iscrizione "tempio del Sardu Pater Babai", divinità sardo-romana, e la dedica all'imperatore Caracalla. Prima dell'abitato ci si può inoltrare nella grotta di Su Mannau, lunga sei chilometri, che racchiude enormi saloni ricoperti di concrezioni. Oltre Fluminimaggiore si arriva al mare, alla bella spiaggia di Portixeddu.