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Una volta era un paese ad economia prettamente montana (la "capitale" delle castagne), oggi invece è un rinomato luogo di villeggiatura: da visitare la parrocchiale di San Michele Arcangelo, del secolo XIV, in cui è conservata una statua lignea seicentesca di San Cristoforo. Tra le manifestazioni folcloristiche ricordiamo il 17 gennaio la festa di Sant'Antonio, per cui si accende "su fogorone", un enorme falò propiziatorio, e, verso la fine di agosto e gli inizi di settembre, il rodeo del cavallo selvaggio. Tra le escursioni consigliate vi è Texile, un "tacco" dolomitico a forma di fungo, alto oltre 900 metri, e Dèsulo, nella selvaggia valle del rio Bau. Aritzo è la partenza ideale per il Gennargentu (dal latino porta d'argento), il massiccio montano aspro e selvaggio composto da scisti paleozoici da cui emergono filoni di porfidi. La cima più alta è Punta La Marmora, di 1834 metri: foreste di leccio, pruni, tassi e agrifogli costituiscono il paesaggio del massiccio che, insieme al Supramonte, all'Ogliastra e alle cale fino al golfo di Orosei, fa parte del parco del Gennargentu: tra la fauna protetta troviamo mufloni, cinghiali, volpi, falchi e aquile. Questa zona, abitata fin dai tempi più lontani, conserva ancora numerose tracce dei primi insediamenti umani; oltre ai nuraghi Mereu e Gorroppu e al villaggio nuragico di Tiscali, nella grotta Corbeddu sono state rinvenute ossa di cervo lavorate dall'uomo risalenti a ben 13.500 anni fa.