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Guida viaggio Tharros

Antico centro fenicio (800 a.C.), sorto su un precedente insediamento nuragico, all'estremità della penisola del Sinis. Nel VI secolo a.C. la città conosce un forte sviluppo edilizio, ancor oggi testimoniato da numerosi resti di edifici. Sotto il dominio romano continuarono gli scambi commerciali con l'Africa settentrionale e la Spagna e si stabilirono legami mercantili con Campania ed Etruria. In età imperiale Tharros divenne municipio e forse, all'inizio del secolo III, colonia onoraria. Nei primi decenni del secolo V la città si dota di fortificazioni per resistere agli attacchi dei Vandali: sotto il dominio bizantino, nel secolo VI, l'antica colonia fenicia diventa sede vescovile ma poco dopo viene abbandonata a causa delle terribili scorrerie saracene. Gli scavi archeologici, iniziati nel Seicento, hanno portato alla luce una strada lastricata, il cardo maximus, via principale della città romana, attorno cui si estende l'abitato di tradizione punica. Tra gli edifici ritrovati dagli studiosi un tempio punico, dalle semicolonne doriche, costruito a partire dal secolo IV a.C. ed in seguito rimaneggiato; un tempio semitico, l'area sacra scavata nella roccia; alcuni edifici termali (tra cui le interessanti terme del Convento Vecchio, del II secolo a.C., una vasta area su terrazze a tre livelli, trasformata in fortezza in età vandala ed in necropoli sotto Bisanzio). Proseguendo si visitano i resti di un battistero paleocristiano, del V secolo, a pianta rettangolare absidata, e il tempietto del II secolo, piccolo edificio rettangolare. Sulla cima dell'altura di San Giovanni si stagliano i resti delle fortificazioni, con una torre quadrangolare in arenaria: in direzione nord est si trova il tophet, sovrapposto ai resti del villaggio punico e ristrutturato nel IV secolo a.C.; altre fortificazioni puniche sono state scavate sul colle Su Muru Mannu. Sulle pendici di capo San Marco si trovano alcuni ipogei funerari ed un sacello arcaico di età fenicia. Si consiglia una passeggiata lungo la spiaggia di San Giovanni di Sinis ed una sosta nel centro, dove si può visitare la piccola chiesa omonima, del VI secolo d.C.. Tornando verso l'interno, va visto l'ipogeo della chiesa di S.Salvatore, con affreschi di epoca costantiniana, con scene del culto di Ercole.







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