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Sorge sulle vestigia dell'antico insediamento dorico: costruita secondo lo storico greco Tucidide dai Rodii e dai Cretesi nel 689 a.C., la colonia di Gela fondò Agrigento nel 581 a.C. e conquistò Siracusa nel 483 a.C. Qui Eschilo compose la sua ultima tragedia, "Le Etnee" e vi morì nel 456 a.C. Distrutta dai Cartaginesi nel 405 a.C. Gela venne rifondata da Timoleone e, quindi, devastata dai Mametrini. Sulle rovine dell'antica città Federico II di Svevia nel 1233 eresse Terranova, nome conservato fino al 1927. Nell'area archeologica dell'Acropoli è stato portato alla luce un quartiere risalente al IV secolo a.C., dall'impianto irregolare, con case e botteghe costruite sopra ruderi di età preistorica: significativi nel santuario di Atena il tempio arcaico dorico (VI a.C.) e il tempio costruito dopo il 480 a.C., per celebrare la vittoria di Himera sui Cartaginesi. Sul lato opposto della collina, si trovano le Terme ellenistiche, costruite nel periodo di Timoleonte: i due ambienti dell'edificio termale presentano vasche munitEdi sedili, a cerchio e a semicerchio, ed i resti di un impianto di riscaldamento sotterraneo. Nella zona archeologica dell'antica Gela, chiamata Mulino a Vento, si visita il Museo Archeologico Regionale, ricco di testimonianze del periodo greco. Tra i reperti, ceramiche e suppellettili dell'antica Acropoli e dell'Heraion, santuario extraurbano nel'area dell'attuale Municipio. Nei dintorni di Gela, da non perdere le fortificazioni di capo Soprano, portate alla luce nel 1948-54, costruite dopo il 339 a.C. nel corso del rinnovamento voluto da Timoleonte e che racchiudevano l'intero insediamento greco. Lo stato di conservazione delle mura, lunghe 300 metri ed alte fino a 13, è quasi perfetto: ben visibili i diversi blocchi di pietra arenaria, di mattoni crudi e di argilla che la compongono. Caratteristica della città la rappresentazione della Crocifissione il Venerdì Santo, che raccoglie un gran numero di partecipanti.