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Di origine sicula (IV-V secolo a.C.), citata da Erodoto nel 430 a.C. con il nome di Mactorium e da Diodoro Siculo con quello di Mazaris-dia , si trovò nel corso dei secoli al centro degli eventi legati alle città più famose della fascia meridionale della Sicilia: Agrigento, Gela, Siracusa. Distrutta dai romani, fu ricostruita con il nome di Macarina: di quest'epoca è il Castello di Mazarinum, oggi noto con il nome di "u Cannuni", eretto in cima al colle dove si è sviluppato l'attuale abitato. Il castello, circondato originariamente da una cinta di bastioni di ben 186 metri, venne ricostruito nel Cinquecento da Filippo I d'Austria. Mazzaranu per gli Arabi, fu espugnata e distrutta dai Normanni nel corso della campagna contro i ribelli siciliani guidati da Bartolomeo Garsiliato. Ricostruita dai villani, fu retta intorno all'anno Mille da una serie di principi e signori. Nella seconda metà del XIV secolo i Branciforti la scelsero come dimora. Degno di memoria è Carlo Maria Carafa Branciforti, principe della vicina Butera e del sacro Romano Impero, conte di Mazzarino e di Grassuliato, Grande di Spagna, ambasciatore di re Carlo II, vissuto nel XVII secolo e cultore delle arti e mecenate. Sotto di lui Mazzarino si sviluppò soprattutto dal punto di vista urbanistico, con la costruzione di magnifici palazzi. All'unione dei Branciforti con i Lanza, un'altra dinastia siciliana, all'inizio del secolo scorso, la cittadina si arricchì di una quantità unica di monumenti che la rendono unica. E' da consigliare una visita alla biblioteca, che contiene oltre 12000 volumi, tra cui molti di età antica. Mazzarino è anche un importante centro per il folklore siciliano: qui il Maktorion Carnaval celebra la fine dell'inverno, mentre da luglio a settembre l'Estate Mazzarinese offre concerti, rappresentazioni teatrali e operette, e, la terza domenica di settembre, si svolge la festa della patrona Santa Maria del Mazzaro.