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Guida viaggio Messina

La storia. Fondata con il nome di Zancle dai Calcidiesi nel 730 circa a.C., muta nome nel 492 a.C. quando è conquistata da Agatocle, tiranno di Reggio, che vi insedia profughi di Messene; Per la posizione sul canale passa più volte di mano, dai Siracusani ai Marmertini, dai Cartaginesi fino, nel 264 a.C., ai Romani, quando diventa città federata. Si schiera con Sesto Pompeo ed è saccheggiata da Ottaviano, si riprende in epoca imperiale e resta un importante centro commerciale fino al periodo bizantino. In seguito è conquistata da Arabi e Normanni, che ne fanno una roccaforte; passa sotto il dominio angioino, seguendo le sorti del regno di Sicilia con assedi e distruzioni. Altrettanto devastanti i terremoti: l'ultimo, seguito da un maremoto, la distrugge quasi interamente nel 1908. È ricostruita secondo criteri antisismici, con palazzi bassi, e viene danneggiata anche nell'ultima guerra mondiale. Da vedere. Piazza del Duomo è ornata dalla fontana di Orione del fiorentino Montorsoli (1547-50) e dal grandioso campanile a cuspide del Duomo, con un orologio che a mezzogiorno mette in moto vari automi (è del 1933). Il Duomo mantiene, malgrado le successive ricostruzioni, le linee della sua originaria struttura medioevale. Eretto da Ruggero II nei primi decenni del secolo XII, è stato quasi del tutto ricostruito nel 1919-20, dieci anni dopo il terremoto, e di nuovo dopo il disastroso incendio seguito ai bombardamenti del giugno 1943. La facciata mantiene di antico la zona inferiore, a fasce di mosaici e rilievi, e i tre portali gotici. Belli anche i due portali cinquecenteschi sui lati. L'interno, quasi completamente rifatto, è a tre navate. Interessante il Tesoro. La chiesa della SS. Annunziata dei Catalani, eretta nella seconda metà del seolo XII, ha una facciata è del Trecento, mentre della prima costruzione rimangono l'abside e il transetto con la cupola. Il Museo Regionale, nella ex filanda Mellingoff a fianco dell'Ospedale Regina Margherita, racconta la storia di Messina dal periodo greco a oggi, con capolavori di Antonello da Messina, Francesco Laurana e il Caravaggio. C'è anche un'ampia raccolta di ceramiche dell'intero Meridione. Nei dintorni

Tra Scilla e Cariddi

Lo Stretto da sempre unisce Reggio Calabria e Messina, il continente e la Sicilia. Sulla grande via d'acqua scivolano in continuazione battelli e traghetti, trasportando da una riva all'altra uomini, mezzi, merci. Sebbene separate, le due città vantano comuni origini greche e un medesimo passato romano, bizantino, normanno, svevo, angioino, aragonese, spagnolo e borbonico. E accanto a tutti questi mutamenti, vi è la memoria del terribile terremoto del 28 dicembre 1908, che annientò completamente i due centri. La ricostruzione, avviata subito dopo l'immane tragedia, ha trasformato il volto delle due città, ma non ne ha modificato il carattere, l'identità. Un'ultima nota. Ricordate che su entrambe le coste si può gustare il pesce spada pescato nelle profonde acque dello Stretto e cucinato all'agghiotta e al salmoriglio.

Eolie, le isole del fuoco

Sette frammenti di roccia e fuoco sparsi nel blu del Tirreno. É l'arcipelago delle Eolie - Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Filicudi, Panarea, Alicudi - un concentrato unico di bellezze marine e geologiche. L'isola principale è Lipari , l'antica Meliguis, dove seimila anni fa sbarcarono i primi visitatori provenienti dalla vicina Sicilia, attirati dall'abbondanza di ossidiana, il vetro vulcanico, nella preistoria preziosa materia prima. Degli antichi abitanti di Lipari sono rimaste importanti testimonianze, oggi raccolte nelle sale della sezione preistorica - ricavata negli spazi dell'ex Palazzo vescovile - del Museo Archeologico eoliano. Ma il monumento che meglio riassume la lunga storia delle isole è il Castello, costruito dagli spagnoli contro le scorrerie del Barbarossa, un vero e proprio archivio di pietra, nelle cui pieghe si possono leggere stratigrafate le testimonianze delle diverse civiltà succedutesi nell'arco dei millenni. Gli scavi nell'area del maniero hanno, infatti, riportato alla luce resti del primo sito neolitico isolano, dell'acropoli greca e della città romana. Le origini vulcaniche di Lipari sono testimoniate dalle sorgenti termali di San Calogero (60 °C), le bianche cave di pietra pomice a Canneto e le spettacolari colate di ossidiana a Sparanello e Rocche Rosse. A Vulcano, la più meridionale delle Eolie, si possono invece ammirare ben tre vulcani. L'antica patria di Eolo, capriccioso dio dei venti, ne vanta uno antichissimo, spento da millenni, che forma il massiccio centrale con il monte Saraceno e il monte Aria, oltre ad un secondo, il Gran Cratere, sempre vitale sebbene l'ultima eruzione risalga al 1890, e al Vulcanello, sorto dal mare nel 183 a.C. Presso Porto Levante ci si può bagnare nelle sorgenti termali che sgorgano lungo la costa. In questo tratto dell'isola il paesaggio diventa impressionante, la scogliera si tinge di giallo e nell'aria si avverte forte l'odore penetrante dello zolfo. Ancora più intenso lo spettacolo offerto da Stromboli, unico vulcano in perenne e ritmica attività con tre bocche eruttive, le cui esplosioni lanciano in cielo massi incandescenti e lapilli infuocati che incendiano le notti, cadendo fragorosamente nel mare lungo la ripida china della Sciara del Fuoco. Geologicamente più tranquille , ma non meno belle, le altre quattro perle dell'arcipelago: Panarea, Filicudi, Alicudi e Salina. Come scrisse un poeta, sono "piccoli pezzi di paradiso caduti dal cielo in mare".







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Scilla E Cariddi B&B

Scilla E Cariddi B&B
Informazioni sull'hotel I vostri albergatori, Antonio e Louise, parlano inglese, francese, tedesco e spagnolo, a seconda...   dettagli e servizi Scilla E Cariddi B&B »

Grand liberty

Grand liberty
L'hotel è situato a pochi passi dalla stazione centrale e dal molo d'imbarco per le Isole Eolie. Tutte le camere sono...   dettagli e servizi Grand liberty »

Europa palace

Europa palace
Situato a 10 minuti dal centro della città, l'hotel si trova accanto al quartiere commerciale. Tutte le camere sono di...   dettagli e servizi Europa palace »


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