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La storia. E' la più illustre e famosa città siciliana di origine greca, centro archeologico di grande importanza per la conoscenza dell'antica civiltà ellenica; fondata nel 743 a.C. da coloni di Corinto sull'isola di Ortigia, si estende alla terraferma e diventa rapidamente la più potente della Magna Grecia, tanto da poter ingaggiare aspri conflitti con Cartagine e con Atene, definitivamente sconfitta nel 413, a.C. I Romani la conquistano nel 212 a.C., nonostante la resistenza che vede tra i protagonisti Archimede con i suoi specchi ustori e le sue macchine belliche. Da allora, spoliazioni e incursioni barbariche ne determinano la decadenza. Viene occupata da Arabi (878), Normanni (1000) e Aragonesi (1300). Da vedere. L'isola di Ortigia è collegata con due ponti alla terraferma. All'ingresso c'è piazza Pancali dove si trovano le rovine del tempio di Apollo, il più antico di tempi dorici della Sicilia (VII-VI secolo a.C.). Il corso Matteotti porta in piazza Archimede, centro dell'isola, e di qui, per via Roma si raggiunge piazza del Duomo, circondata dal Duomo, dal palazzo Arcivescovile (1618), dalla chiesa di Santa Lucia (1695-1703), e dal palazzo del Senato (1633), ora sede del Municipio. Il Duomo, eretto nel VI secolo adattando l'antico tempio dorico di Athena, ha una facciata barocca del Palma (1728-54). Palazzo Bellomo, in fondo a via Roma, di origine sveva nella parte inferiore e gotico catalano in quella superiore, è sede della Galleria Regionale. La pinacoteca, nello stesso palazzo, ospita l'"Annunciazione" (1474) di Antonello da Messina. La trasversale via Capodieci sbocca sul porto in corrispondenza della ('*Fontana Aretusa, famosa sorgente d'acqua dolce proveniente da una grotta celebrata da Pindaro e da Virgilio. La città greca si estende sui terrazzamenti più bassi dell'altipiano calcareo ibleo fino al mare? Costituiva un ampliamento del primitivo nucleo di Ortigia, prima nella parte più bassa, detta Acradina, poi alle prime pendici collinari, dove sorsero Neapoli a occidente e la Tiche a oriente, guardate dal poderoso Castello Eurialo, costruito in cima all'Epipoli. Sul margine meridionale di quest'ultimo si aprirono le latomie, grandi cave di pietra che fornirono il materiale (un calcare biancastro) con cui furono costruiti i monumenti siracusani. La Neapoli è oggi un grande unico parco archeologico cui si accede dal viale Augusto. La visita comincia dall'ara di Ierone, enorme altare rettangolare di 22,80 metri per 198, fatto costruire nel III secolo a.C. per i pubblici sacrifici, di cui rimane oggi la base, tagliata nella viva roccia. Il teatro Greco è il massimo monumento giunto fino a noi dall'antichità greca, opera dell'architetto Damocopos. Se ne hanno notizie già nel V scolo a.C, quando si rappresentavano qui tragedie di Eschilo e commedie di Epicarmo. La forma attuale corrisponde però al radicale rinnovamento fattone verso il 230 a.C. sotto Ierone II. L'edificio è scavato quasi per intero nella roccia ed ha forma poco più che semicircolare col diametro di 138 metri. La cavea può ospitare circa 15 mila spettatori. Le latomie del Paradiso sono una vastissima cava di calcare, adattata in parte a giardino, che comprende l'Orecchio di Dionisio e la grotta dei Cordari. L'Orecchio di Dionisio, è una grotta artificiale ristretta in altezza a sesto acuto: il nome, dovuto alla forma quasi da condotto auditivo. Secondo la leggenda, Dionisio l'avrebbe costruita come carcere per i prigionieri, con la possibilità di ascoltarli da un'apertura del soffitto della cavità, che ingigantisce ogni suono interno. La grotta invece ha preso il nome dai cordari che per secoli vi hanno esercitato il loro mestiere. Altre latomie da vedere sono quella dell'Intigliatella, con grosso pilastro centrale e alberi di agrumi, e di Santa Venera, trasformata in un giardino. Da qui si accede alla necropoli Grotticelli, con tombe di epoche diverse scavate nella roccia: una di queste è detta tomba di Archimede, ma in realtà si tratta di un colombario romano del I secolo d.C. Nel cortile della chiesetta di San Giovanni è l'ingresso alle catacombe: si scende nella cripta di San Marciano, primo vescovo di Siracusa (VI secolo a.C.) e si passa poi alla catacomba, vasta necropoli sotterranea (IV-V secolo), grande galleria dalla quale si dipartono altre che conducono a rotonde e a cripte. Lungo le pareti sono scavati migliaia di loculi. Nel parco della Villa Landolina, lungo il viale Teocrito, in un moderno edificio è ospitato il Museo archeologico regionale, fra i più importanti d'Europa, ricco di 18 mila pezzi, distribuiti su una superficie espositiva di 9000 metri quadrati. A otto chilometri verso nord, il Castello Eurialo è la più bella e completa opera militare giuntaci dall'antichità, costruita da Dionisio il Vecchio (402-397 a.C.) a difesa dai Cartaginesi sul punto più alto dell'Elipoli, dove si uniscono le mura nord e sud della città. Protetto da tre fossati scavati nella roccia, il castello è costituito da un maschio quadrangolare con cinque torri, ricostruito in età bizantina, e da un recinto a forma irregolare con alcune cisterne.
Arrivata a Siracusa per le annuali rappresentazioni classiche nel teatro greco, mi sono poi fermata qualche giorno per visitare la città e i... mostra il diario di viaggio»
Lembo sud est della Sicilia, la provincia di Siracusa è la parte ionica della regione geografica dei Monti Iblei,... leggi l'articolo »