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La storia dell'Italia è centrale nello sviluppo della storia su scala mondiale.
Benchè tracce di insediamenti umani nel territorio italiano (testimonati da numerosi reperti archeologici) risalgano alla preistoria, la prima, importante cultura antica sviluppatasi sul suolo italiano fu quella Etrusca (a partire dall'VIII secolo a.C.) che influenzò profondamente Roma
e la sua civiltà, la quale rappresenta senz'altro la più alta
elaborazione politica, economica e culturale del mondo allora
conosciuto. Nata in Italia e sviluppatasi grazie anche ai cospicui
apporti provenienti dall'Etruria, dagli altri popoli italici, dalla Grecia e da altre regioni del Mediterraneo Orientale (Palestina in primo luogo, culla del Cristianesimo, ma anche Siria, Fenicia, ed Egitto), la civiltà romana si diffuse con il suo Impero in gran parte dell'Europa e del nord Africa ed in tutte le regioni che si affacciavano sul Mare Mediterraneo.
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente,
per un lungo periodo (14 secoli) l'Italia fu assoggettata al dominio straniero che si tradusse nella costituzione di vari stati preunitari.
Il più longevo fra essi fu lo Stato Pontificio, che resistette fino alla presa italiana di Roma nel 1870 e che fu poi ricostituito come Città del Vaticano
nel cuore della capitale italiana.
All'ultimo imperatore romano di
occidente seguì la costituzione di due regni barbarici successivi
(quello degli Eruli e degli Ostrogoti). La liberazione dell'Italia
operata da Giustiniano (metà del VI secolo d.C.) fu di breve durata perché, già fra il 568 ed il 570,
i Longobardi, un popolo germanico, occuparono la maggior parte del
paese che si trovò diviso, per la prima volta dall'unificazione di età
romana, in due zone perfettamente differenziate fra di loro.
Successivamente l'area romano-bizantina fu soggetta ad una serie di
amputazioni territoriali riuscendo però a sopravvivere fino all'XI
secolo, mentre i Longobardi dovettero sottomettersi ai Franchi di Carlo Magno fin dalla seconda metà dell'VIII secolo.
Lo sviluppo di una civiltà comunale (a partire dall'XI secolo
circa) diede nuovo impulso alla vita economica e culturale dell'Italia
centro-settentrionale mentre nel sud si veniva formando il regno
Normanno, fra i più moderni e meglio amministrati dell'Europa del
tempo. Dai comuni si formarono le signorie e le Repubbliche Marinare.
Sotto lo scenario politco e sociale delle Signorie e le Repubbliche ebbe inizio il Rinascimento,
caratterizzato da una vistosa rinascita delle arti, che ebbe grande
influenza nel resto di Europa. Le dominazioni straniere e le varie
trasformazioni degli stati che si erano formati sul territorio
proseguirono fino alla prima metà del XIX secolo, quando si sviluppò una serie di movimenti volti alla creazione di un'Italia indipendente e unitaria; questo periodo è detto Risorgimento.
L'Italia contemporanea nacque come Stato unitario quando il 17 marzo 1861 la maggior parte degli stati della penisola e le due isole principali vennero unite sotto il re Vittorio Emanuele II della dinastia dei Savoia.
Architetto dell'unificazione dell'Italia fu il primo ministro del re, Camillo Benso Conte di Cavour che, dando mezzi e supporto (seppur non riconoscendolo direttamente) a Giuseppe Garibaldi, consentì l'annessione del regno delle Due Sicilie. La prima capitale fu Torino, che era la capitale del Regno di Sardegna, punto di partenza del processo di unificazione dell'Italia. In seguito alla Convenzione di settembre (1864), la capitale venne spostata a Firenze.
Nel 1866, l'Italia acquisì dall'Impero asburgico il Veneto, in seguito alla guerra, che vide l'Italia alleata alla Prussia di Bismarck. Dall'unificazione rimaneva esclusa Roma ed i territori limitrofi, che erano sotto il controllo del Papa; ma grazie a una rapida guerra il 20 settembre 1870 anche Roma venne annessa e venne proclamata capitale del regno. In seguito, con i Patti lateranensi del 1929, il Papa ottenne la sovranità sulla Città del Vaticano.
Un'altra entità autonoma all'interno dei confini italiani è la Repubblica di San Marino. L'Italia riconosce, inoltre, il Sovrano Militare Ordine di Malta
come ente con propria soggettività nel diritto internazionale e gli
concede una zona extraterritoriale sempre nella città di Roma,
precisamente sull'Aventino.
Dopo la prima guerra mondiale si affermò la Dittatura Fascista, evento che comportò la perdita delle libertà politiche per oltre vent'anni. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il 2 giugno 1946 un referendum stabilì l'abbandono della monarchia come forma di governo e l'adozione della Repubblica parlamentare;
in questo stesso giorno i cittadini italiani vennero chiamati a votare
anche per l'elezione di un'Assemblea Costituente che, nel dicembre del 1946, cominciò a lavorare alla stesura di una Costituzione. La nuova costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
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