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La Varsavia di oggi è una città rinata nel morale, grazie alla fine del tetro realismo socialista. Nonostante l'apparenza un po' severa, è una città giovane, che ha voglia di vivere, ma non vuole perdere le sue memorie. E', insomma, lo specchio fedele della nuova Polonia.
Il nucleo originale è Stare Miasto, sorto verso la fine da secolo XIII intorno al primo castello dei duchi di Masovia. Raso al suolo dai Tedeschi nel 1944, una meticolosa ricostruzione ha amorevolmente ricomposto le antiche forme nella piazza del Castello (Plac Zamkowy) e nella rettangolare piazza del Mercato (Rynek), ora circondata da case variopinte che ospitano ristoranti, librerie, pasticcerie, musei, caffè, animata soprattutto d'estate da venditori, pittori e turisti.
La visita della città non può trascurare la Cittadella, fortezza prigione fatta erigere dallo zar Nicola nel 1832, i quartiere di Muranow, con il monumento agli eroi del ghetto (gli ebrei sterminati a Varsavia sono stati 350 mila) e l'itinerario reale, dal Castello fino al parco di Lazienki, tra palazzi, chiese e monumenti.
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Il Castello reale (Zamek Kròlewski), la cattedrale di San Giovanni Battista, Ulica Dluga (la via lunga), di aspetto neoclassico; la Cytadela sulla collina Zoliborz, il Palac Zamoyskich (il palazzo azzurro), il Museum Kolkcij Jana Pawia II, con i quadri donati da Papa Giovanni Paolo II.