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Viaggiare e fare delle vacanze non è certo la stessa cosa. Viaggiare vuol dire porsi in una prospettiva che richiede tempi un po' più distesi rispoetto alla vacanza, spirito d'adattamento, voglia di scoprire e un pizzico, senza esagerare, di spirito d'avventura.
Al contrario di quel che può sembrare i viaggi che durano più di 15 giorni sono in stabile rialzo da quattro anni, con un aumento del 50%. Segno che il desiderio di "prendersela comoda" mentre si viaggia, dare spazio alla voglia di gustare un luogo, vivere la magia di un momento, aspettare un tramonto, è sempre più diffuso.
Da questi viaggiatori sono molto apprezzate le mete più lontane in tutti i sensi sia geograficamente che antropologicamente, nel senso che la distanza sia non solo nello spazio ma anche nel tipo di cultura. C'è un grande desiderio di trovare luoghi, persone e popoli non ancora totalmente assimilate dalla stessa cultura e rese simili dalla globalizzazione.
Qualche ragionamento su questi temi e sul viaggiare slow li abbiamo trovati sul libro di Gaia De Pascale Viaggiare con lentezza, (Ponte alle Grazie). L'autrice rispondendo ad un'intervista spiega: "Tutto è cominciato con un senso di ribellione. Amo viaggiare, e non condivido per niente la tesi di chi sostiene che ormai, nell'epoca della globalizzazione e del turismo di massa, tutto è già stato detto, visto, raccontato. La trovo un'ipotesi triste, un modo cinico di guardare al mondo. Però è indubbio che, dal punto di vista strettamente geografico, ogni angolo del pianeta è già stato scoperto. Così com'è indubbio che oggi, con i voli low cost, è molto più semplice collezionare mete turistiche anche lontane, raggiungere paesi esotici che prima erano appannaggio solo di una ristretta elite. Paradossalmente, la democratizzazione del viaggio ha rappresentato anche un po' l'inizio della sua fine. Allora mi sono chiesta: come si può fare a recuperare il valore dell'esplorazione, della conoscenza, come si può riuscire a scovare ancora qualcosa di nuovo e inaspettato? La risposta che mi sono data è stata proprio che, se non si può cambiare lo spazio nel quale ci muoviamo, si può cambiare il tempo che dedichiamo a questo movimento. Velocità diverse garantiscono emozioni diverse: è proprio da qui che bisogna partire. "
Il consiglio dal quale si parte è l'approfondimento prima del viaggio, attraverso una buona documentazione e il contatto con chi in un dato luogo è già stato. Internet per questo è fondamentale. Ti consigliamo, se sei interessato al "viaggiare lentamente", alcuni tra i siti di slow travel più conosciuti:
Tags: slow
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