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La settimana santa in Sardegna, detta Sa Pasca manna, è vissuta da sempre con grande devozione e partecipazione collettiva. I rituali religiosi hanno inizio la Domenica delle Palme e si concludono il giorno di Pasqua.
Proprio in questo periodo si vedono i primi turisti che scelgono i residence in Sardegna o gli hotel per trascorrere alcuni giorni di vacanze a contatto con gli usi, i costumi e le tradizioni dell'isola. Manifestazioni di religiosità popolare fortemente radicata nell'identità del popolo sardo che ogni anno rivive intensamente i momenti più importanti della Passione, Morte e Resurrezione del Cristo, attraverso una serie di riti, solenni processioni e momenti corali di profonda intensità che richiamano turisti e fedeli da varie parti della Sardegna.
Sono tradizioni tramandate da secoli, che vedono peculiarità differenti a seconda della zona dell'Isola presa in esame, celebrazioni comunque caratterizzate da una comune influenza d'origine greco-bizantina e iberica ( quest'ultima soprattutto per quanto riguarda Alghero ). Il Venerdì Santo, in molti paesi si inscena la deposizione del Cristo dalla croce, S'Iscravamentu. Una curiosità a riguardo è data dalla caratteristica del corpo di Cristo, che si presta ai movimenti grazie alla snodabilità dei suoi arti, così predisposti proprio per consentire di modificarne la postura durante la funzione. I simulacri sono stati realizzati per lo più nel Settecento e nei primi anni dell'Ottocento da scultori specializzati nel settore come i fratelli Maini e Giuseppe Lonis.
Ruolo chiave viene svolto dalle confraternite dei vari paesi che si occupano di organizzare la processione, preparare i costumi e i canti corali, sia in sardo che in latino, che, attraverso il cantilenare melodioso delle preghiere, donano alla cerimonia una forte spiritualità e suggestione.
Sono particolarmente importanti i riti che si possono vivere a Bortigali, Desulo, Dorgali e Oliena per quanto riguarda la Barbagia, Castelsardo ed Alghero nella zona settentrionale ed infine, prendendo in esame il sud dell'Isola, Cagliari e Iglesias: qua, come nella migliore tradizione spagnola, la statua del Cristo viene decorata con fiori e profumi della macchia mediterranea come lavanda e alloro; a Cagliari la processione è accompagnata dal rullo dei tamburi, ad Oliena è tradizione vestirsi con il costume del paese mentre a Castelsardo la cerimonia è di origine medievale con frequenti richiami al periodo barocco. L'elenco delle località e soprattutto delle peculiarità delle diverse località nelle quali si possono ammirare le tradizionali funzioni pasquali sarde è molto lungo ed è per questo che l'Assessorato al turismo della Sardegna ha istituito nel 2007 un numero verde, utile per conoscere nei dettagli ciò che la Sardegna ha da offrire al turista anche in questo settore.
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La Sardegna si racconta in vari modi e riesce a trasmettere la propria identità e bellezza anche attraverso una religiosità collettiva dal fascino antico che difficilmente potrà lasciare indifferente il turista interessato a conoscere l'Isola nelle sue radici più profonde.
Foto: Processione de "Is Misterius", di Cristiano Cani CC by-sa 2.0
Tags: folklore , pasqua , sardegna , settimana santa , tradizioni , turismo culturale , turismo sardegna , vacanze
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